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4 novembre 2015

La santità è imitazione di Gesù

Il primo novembre celebriamo la festa di Tutti i Santi. La liturgia presenta tanti aspetti ma brevemente ne voglio sottolineare tre. “Questi, che sono vestiti di bianco sono quelli che vengono dalla grande tribolazione” (Ap 7,13-14). La tribolazione è la persecuzione, ma anche ogni fatica sostenuta per essere fedeli. I Santi sono coloro che sono fedeli al Signore, senza lasciarsi fermare da fatica, incomprensione, durezza della vita. Siamo chiamati figli di Dio e lo siamo realmente (1Gv 3,1). Per la misericordia di Dio, con Gesù siamo risorti e siamo realmente figli di Dio. All’origine della santità c’è questo stupendo dono che ci è stato fatto. Beati i poveri in spirito… quelli che sono nel pianto… i miti… quelli che hanno fame e sete della giustizia… i misericordiosi… i puri di cuore… gli operatori di pace… i perseguitati per la giustizia: di essi è il regno dei cieli (Mt 5,3-10). Chi ha vissuto in pienezza le beatitudini è Gesù. La santità, pertanto, è imitazione di Gesù, è vivere come egli ha vissuto. Festa di tutti i Santi: mentre li invochiamo come nostri intercessori, sentiamo un invito: quello di vivere come loro, che hanno imitato Gesù e da Gesù si sono lasciati costruire.

Il 2 novembre commemoriamo i defunti. È giorno di preghiera è di riflessione. Preghiera di suffragio: nessuno parte da questo modo totalmente pronto per vedere Dio. La Chiesa ci insegna che dopo la morte, per coloro che sono stati fondamentalmente fedeli, Dio nella sua misericordia porta a compimento quanto ha iniziato in questa vita e rende questi fratelli che ci hanno preceduto capaci di fissare gli occhi su di Lui. Noi chiamiamo Purgatorio questa opera di purificazione che Dio, nel suo sconfinato amore, compie. La purificazione è sempre difficile e dolorosa: per questo la nostra preghiera per i defunti è un grande atto di carità.

Ci interroghiamo sul nostro destino per comprendere che la nostra patria è nei cieli. Dobbiamo imparare a guardare l’eternità per imparare a vivere bene e a scegliere ciò che conta veramente, in altre parole ciò che rimane per sempre.

Dal messaggio del vescovo Gerardo
agli adoratori, per il mese di novembre